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Analisi di mercato

Fed ferma sui tassi, dollaro forte e petrolio in rally

Saverio Berlinzani
April 30, 2026

FED, TASSI ANCORA FERMI

 

Il 6 aprile la Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso sui fondi federali nell’intervallo obiettivo del 3,5%–3,75% per la terza riunione consecutiva, in linea con le attese del mercato.

 

La decisione non è stata unanime: uno dei governatori ha votato per un taglio dei tassi di 25 punti base, mentre altri tre si sono opposti a un’impostazione troppo accomodante del comunicato sul costo del denaro. Il voto finale ha quindi visto 8 membri favorevoli al mantenimento dei tassi e 4 contrari.

 

Si tratta della prima volta, dall’ottobre 1992, che quattro funzionari del FOMC si oppongono a una decisione di politica monetaria.

 

La banca centrale ha ribadito che continuerà a valutare attentamente i dati in arrivo nel definire l’orientamento della politica monetaria e si è dichiarata pronta ad adeguarlo qualora emergessero rischi in grado di ostacolare il raggiungimento dei propri obiettivi.

 

Nel corso della conferenza stampa, Jerome Powell ha inoltre dichiarato che resterà nel Consiglio dei Governatori della Fed anche dopo la fine del suo mandato da presidente, prevista per il 15 maggio 2026.

 

Powell ha precisato che manterrà un “basso profilo” e che non intende assumere un ruolo da dissidente nei confronti del suo successore designato, Kevin Warsh. Ha spiegato che la decisione è maturata in risposta a pressioni e attacchi legali “senza precedenti” da parte dell’amministrazione esecutiva, che a suo avviso mettono a rischio l’indipendenza della banca centrale.

 

VALUTE

 

Il dollaro torna a rafforzarsi nel suo ruolo di asset rifugio, soprattutto dopo l’impennata del petrolio registrata nella giornata di ieri.

 

L’EUR/USD scende in area 1,1650, mentre il Cable arretra verso quota 1,3450, in un movimento lento ma costante. La dinamica è alimentata anche da un USD/JPY che continua a sfidare il rischio di intervento della Bank of Japan oltre quota 160,00, toccando nella notte un massimo a 160,55.

 

Le valute oceaniche restano, per il momento, al di sopra dei supporti chiave, in un contesto di volatilità crescente e con la sensazione che sullo yen possano verificarsi sviluppi imminenti.

 

Nel frattempo, il rendimento del Treasury decennale ha superato quota 2,52%, riaccendendo le voci su un possibile intervento della BoJ sul mercato per arginare l’attuale fase di svalutazione della valuta nipponica.

 

PETROLIO SOPRA 100

 

Giovedì il prezzo del petrolio WTI cash ha superato quota 110 dollari al barile, avvicinandosi ai massimi dal 2022.


Il rialzo è seguito alle notizie secondo cui l’esercito statunitense avrebbe informato il presidente Donald Trump circa una possibile azione contro l’Iran, alimentando i timori di una nuova escalation del conflitto.

 

Secondo quanto riportato, Trump avrebbe respinto la proposta avanzata da Teheran, ribadendo che gli Stati Uniti manterranno il blocco navale fino al raggiungimento di un accordo sul nucleare. Questa posizione ha ulteriormente indebolito le prospettive di una soluzione diplomatica.

 

Le autorità iraniane hanno avvertito che reagiranno con ritorsioni in caso di prosecuzione del blocco, accusando Washington di voler piegare il Paese attraverso pressioni economiche e destabilizzazione interna.

 

Nel frattempo, i dati sulle scorte statunitensi hanno evidenziato un forte calo delle riserve di petrolio e carburanti, mentre le esportazioni sono salite a livelli record, superando i 6 milioni di barili al giorno. Il quadro segnala un ulteriore inasprimento delle condizioni di approvvigionamento globale in un contesto di persistente instabilità geopolitica.

 

GIAPPONE, VENDITE AL DETTAGLIO

 

A marzo 2026 le vendite al dettaglio in Giappone sono aumentate dell’1,7% su base annua, recuperando dal calo dello 0,1% (dato rivisto al ribasso) registrato nel mese precedente.

 

Il dato si è rivelato superiore alle attese del mercato, che prevedevano un aumento dello 0,8%, mettendo in evidenza gli effetti delle misure adottate dal governo, tra cui un pacchetto di stimoli volto a sostenere i consumi e ad attenuare le pressioni sui prezzi.

 

Le vendite sono cresciute nei comparti automobilistico, farmaceutico e cosmetico, mentre si sono registrate flessioni nei settori dei carburanti e dell’abbigliamento.

 

Su base mensile, il commercio al dettaglio è aumentato dell’1,3%, in netta ripresa rispetto al calo del 2,0% osservato a febbraio.

 

BOC, TASSI INVARIATI

 

Nel corso della riunione di aprile 2026, la Banca del Canada ha lasciato invariato il tasso di riferimento overnight al 2,25%, in linea con le aspettative del mercato e con le precedenti indicazioni.

 

La banca centrale ha evitato di fornire una direzione precisa sull’evoluzione futura dei tassi, citando l’elevato livello di incertezza legato al contesto geopolitico.

 

L’inflazione è aumentata a marzo, principalmente a causa del rincaro dei prezzi dell’energia conseguente allo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, la Banca del Canada ha sottolineato che, al momento, tale aumento non ha ancora prodotto effetti significativi su altri settori dell’economia.

 

Le previsioni aggiornate indicano una crescita del PIL dell’1,2% per l’anno in corso e dell’1,7% per il prossimo anno.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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