CAUTELA IN ATTESA DELLE BANCHE CENTRALI
Nella seduta di ieri, lunedì 27 aprile 2026, Wall Street ha registrato una chiusura contrastata, evidenziando un clima di cautela in un contesto di rinnovata incertezza.
L’S&P 500 e il Nasdaq sono rimasti comunque vicini ai massimi storici, in vista di una settimana cruciale per la pubblicazione dei risultati trimestrali di Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta.
Si tratta però anche della settimana delle banche centrali. La Bank of Japan (BoJ) ha infatti lasciato i tassi invariati nella notte, mantenendo tuttavia un approccio hawkish in vista delle prossime decisioni di politica monetaria.
Nel frattempo, persiste l’incertezza sul fronte diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, le notizie relative alla proposta iraniana di una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz hanno offerto un primo barlume di ottimismo ai mercati.
PETROLIO
Martedì i futures sul petrolio WTI hanno superato i 96 dollari al barile, estendendo i guadagni della sessione precedente.
I mercati scommettono su un possibile cessate il fuoco e sulla potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che l’Iran ha presentato una nuova proposta agli Stati Uniti.
Secondo indiscrezioni, Teheran avrebbe segnalato, tramite il Pakistan, che le ostilità potrebbero cessare qualora Washington revocasse il blocco navale, accettasse un quadro normativo rivisto per il transito attraverso Hormuz e fornisse garanzie contro future azioni militari.
Gli Stati Uniti hanno espresso scetticismo in merito alla proposta e si prevede che risponderanno con controfferte nei prossimi giorni. Il programma nucleare iraniano continua infatti a rappresentare un punto chiave di contesa.
Giunto alla nona settimana, il conflitto ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia e interrotto le forniture nei principali mercati globali. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha messo in guardia contro il rischio di uno shock dell’offerta senza precedenti, unitamente ai crescenti segnali di rallentamento della domanda.
BOJ, TASSI INVARIATI
La Banca del Giappone ha mantenuto invariati i tassi allo 0,75% nella riunione di aprile 2026, lasciando i costi di finanziamento al livello più elevato da settembre 1995.
La decisione, ampiamente attesa, è stata approvata con sei voti favorevoli e tre contrari (questi ultimi propendevano per un rialzo di 25 punti base), in un contesto di forte incertezza legato al conflitto con l’Iran e all’impennata dei prezzi energetici.
Nelle previsioni trimestrali, la banca centrale ha rivisto al rialzo le stime di inflazione core per l’anno fiscale 2026, portandole al 2,8% dall’1,9%, citando il rincaro del petrolio come principale fattore di pressione su energia e beni.
Parallelamente, i responsabili della politica monetaria hanno ridotto le previsioni di crescita per il 2026 allo 0,5% dall’1,0%, a causa del rallentamento della domanda interna.
Ciononostante, l’economia dovrebbe continuare a crescere moderatamente, sostenuta dalle misure governative di supporto, da condizioni finanziarie ancora accomodanti e da utili aziendali resilienti.
La stima del PIL per l’anno fiscale 2025 è stata invece leggermente rivista al rialzo, dallo 0,9% all’1,0%, grazie all’accordo commerciale raggiunto lo scorso anno con Washington.
Lo yen giapponese mostra una lieve ripresa, attestandosi in area 159,00, in un tentativo ancora faticoso di recupero strutturale della valuta nipponica.
DOLLARO STABILE
Martedì l’indice del dollaro si è attestato intorno a quota 98,2, dopo un calo intraday nella sessione precedente.
Il movimento è legato ai rinnovati sforzi diplomatici per risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran, che finora non hanno prodotto risultati concreti. Il biglietto verde rimane quindi non lontano dalle principali resistenze tecniche.
Secondo quanto riportato, l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta a Washington tramite mediatori pakistani, offrendo la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale, sebbene il dossier nucleare resti un nodo centrale nei negoziati.
Per quanto riguarda il mercato valutario, questa settimana l’attenzione è rivolta alle decisioni delle principali banche centrali, i cui commenti rappresenteranno i principali market mover per il forex.
Si prevede che la Fed lascerà i tassi invariati, in quella che potrebbe essere l’ultima riunione presieduta da Jerome Powell. Il suo successore, Kevin Warsh, ha ribadito l’indipendenza della politica monetaria, anche se i mercati continuano a prezzare un ciclo di allentamento più aggressivo.
Sul fronte dei cambi, l’EUR/USD si muove in area 1,1700, mentre il Cable (GBP/USD) appare stabile intorno a 1,3530. Il franco svizzero mostra un leggero indebolimento, mentre le valute oceaniche mantengono i guadagni.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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