NVIDIA TRASCINA I LISTINI
Il mercato azionario statunitense ha chiuso la seduta del 27 agosto 2026 in netto rialzo, trainato dal comparto tecnologico, che ha beneficiato degli effetti positivi dei risultati trimestrali di Nvidia, allontanando i timori sulla tenuta del boom legato all'intelligenza artificiale.
I tre principali indici di Wall Street hanno registrato performance positive, con il Nasdaq Composite in crescita dell'1,57%, sostenuto dal rally dei titoli dei semiconduttori e dei principali colossi tecnologici.
L'S&P 500 ha chiuso a +0,54%, mentre il Dow Jones ha terminato la giornata a +0,20%, in una sessione caratterizzata da una controrotazione di portafoglio, dai titoli value verso titoli growth ad alto rendimento.
La pubblicazione di risultati trimestrali superiori alle attese da parte di Nvidia ha innescato una massiccia ondata di acquisti nel settore dei semiconduttori e del software.
Sul fronte macroeconomico, l'ennesima lettura positiva dei dati sui sussidi di disoccupazione ha evidenziato, ancora una volta, la resilienza dell'economia statunitense.
VALUTE
Sul mercato dei cambi segnaliamo la tenuta del biglietto verde, in attesa degli interventi dei banchieri centrali al simposio annuale di Jackson Hole, previsto per oggi pomeriggio.
È possibile che emergano indicazioni più dettagliate sulle prossime mosse delle banche centrali in materia di politica monetaria. Ciononostante, il dollaro si avviava a chiudere la settimana in leggero rialzo, sostenuto da un dato sull'inflazione statunitense superiore alle attese, che ha alimentato le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Fed entro la fine dell'anno.
La probabilità di un rialzo entro dicembre resta superiore al 70%, mentre per la riunione di settembre i mercati attribuiscono circa il 65% di probabilità a un mantenimento dei tassi invariati.
Nel frattempo, il presidente della Federal Reserve di Kansas City, Jeff Schmid, ha affermato che la politica monetaria non sta frenando l'economia.
Gli investitori hanno inoltre continuato a valutare le implicazioni dell'ampliamento del programma di riacquisto del debito pubblico statunitense, che ha accentuato le preoccupazioni riguardo ai rischi di una crisi del debito e a un potenziale indebolimento del dollaro.
Tornando alle principali coppie valutarie, l'EUR/USD è sceso verso i primi supporti in area 1,1630-1,1640, livelli che per il momento hanno contenuto la pressione ribassista. L'USD/JPY è invece salito ulteriormente fino all'area 159,55-159,60.
Non si segnala alcuna presenza istituzionale significativa in vendita di dollari, tantomeno da parte della BoJ, che continua a dichiararsi preoccupata per l'andamento dello yen.
Poche le novità sul fronte del franco svizzero e delle valute oceaniche, che restano stabili sui massimi del periodo.
PETROLIO
Nella notte il Brent si è stabilizzato intorno agli 88 dollari al barile, in linea con l'andamento della sessione precedente.
Sul fronte geopolitico, gli operatori restano in attesa di sviluppi in Medio Oriente e degli esiti degli sforzi diplomatici per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Goldman Sachs ha affermato che le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico sono tornate a circa due terzi dei livelli prebellici grazie all'aumento dei flussi attraverso Hormuz.
Le esportazioni complessive di greggio dalla regione sarebbero salite a 15-16 milioni di barili al giorno, ancora circa 7-8 milioni di barili al di sotto dei livelli prebellici, ma ben superiori al minimo di 5-6 milioni di barili al giorno registrato a marzo.
Iran e Oman hanno inoltre raggiunto un accordo sulla ripartizione dei ricavi relativi alla strategica via navigabile, sebbene Teheran abbia precisato che l'intesa non garantisce una riapertura immediata dello stretto.
Nel frattempo, l'amministrazione Trump ha comunicato ai mediatori di non essere interessata a tornare ai termini dell'accordo preliminare raggiunto con l'Iran a giugno e successivamente naufragato.
INDICE NIKKEI
L'indice Nikkei 225 è salito dello 0,4%, superando quota 66.300, mentre il più ampio indice Topix ha guadagnato l'1%, attestandosi a 4.160 punti.
Il mercato giapponese ha recuperato le perdite della sessione precedente, seguendo il movimento positivo di Wall Street, grazie alle ottimistiche previsioni di vendita di Nvidia, che hanno rafforzato le prospettive di domanda nel settore dell'intelligenza artificiale.
Nel frattempo, gli investitori attendono con particolare attenzione il discorso del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, a Jackson Hole, alla ricerca di indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi di interesse negli Stati Uniti.
In Giappone, i dati macroeconomici hanno mostrato che il tasso di disoccupazione è sceso al 2,4% a luglio, il livello più basso dell'ultimo anno.
Allo stesso tempo, l'inflazione di Tokyo ha accelerato, raggiungendo ad agosto il livello più elevato degli ultimi cinque mesi.
GOLD
L'oro corregge leggermente dopo aver toccato nuovi massimi relativi a 4.690 dollari e si posiziona, per il momento, in area 4.570.
Il metallo giallo si avvia a chiudere la settimana in lieve ribasso, mentre l'attenzione degli operatori resta concentrata su Jackson Hole e sulle dichiarazioni di Kevin Warsh in materia di tassi d'interesse.
Attualmente i mercati prezzano una probabilità di circa il 65% che la Fed mantenga invariati i tassi nella prossima riunione di politica monetaria di settembre.
Tuttavia, un dato sull'inflazione statunitense superiore alle attese ha rafforzato le aspettative di un aumento dei tassi entro la fine dell'anno, con una probabilità di rialzo entro dicembre che rimane superiore al 70%.
Nel frattempo, l'oro continua a beneficiare delle dinamiche di svalutazione valutaria, poiché l'ampliamento del programma di riacquisto dei titoli di Stato da parte del Tesoro statunitense ha alimentato i timori di una crisi del debito pubblico e di un ulteriore indebolimento del dollaro.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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