I DATI USA SPAVENTANO WALL STREET
Nella seduta di ieri, 26 agosto 2026, Wall Street ha chiuso in calo, condizionata principalmente dai timori legati all'inflazione e dal clima di cauta attesa che ha preceduto la pubblicazione dei dati trimestrali di Nvidia.
I listini statunitensi hanno registrato una sessione sottotono, terminando tutti in territorio negativo, con il Dow Jones a -0,21%, il Nasdaq Composite a -0,08% e l'S&P 500 a -0,02%.
A muovere le vendite, peraltro contenute, è stata la pubblicazione dell'inflazione PCE, risultata superiore alle attese. L'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE Core), ossia la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve, è aumentato del 3,7% su base annua rispetto a luglio.
Il dato è rimasto invariato rispetto a giugno, ma ha superato le stime degli analisti, che prevedevano una discesa al 3,6%. Ciò alimenta nuove preoccupazioni riguardo alla politica monetaria della Fed, che nel prossimo autunno potrebbe mantenere un orientamento più rigido.
Ieri era però anche il giorno della trimestrale di Nvidia, che ha tenuto il mercato con il fiato sospeso per tutta la sessione ordinaria. A mercati chiusi, il colosso tecnologico ha superato le aspettative, registrando un fatturato trimestrale record di 96,2 miliardi di dollari e innescando un rialzo del titolo superiore al 4% nelle contrattazioni post-market.
Anche i futures sono saliti dopo la pubblicazione dei risultati.
VALUTE
Sul mercato valutario non si registrano novità rilevanti rispetto a quanto osservato nelle ultime sessioni. L'EurUsd continua infatti a muoversi in un trading range compreso tra 1,1640 e 1,1710, in una fase di attesa che riflette la debolezza strutturale di entrambe le valute.
Anche l'UsdJpy, il cambio sul quale dovrebbe concentrarsi maggiormente l'attenzione del mercato, resta confinato in un intervallo giornaliero di circa 50 pips, tra 158,90 e 159,40.
Della BoJ o dell'accordo tra Katayama e Bessent non vi è traccia nei movimenti di mercato. Nessun movimento degno di nota neppure sulle valute oceaniche o sul franco svizzero, che continua a oscillare in un range di appena 20 pips contro euro e dollaro.
Anche il Bitcoin si è fermato sotto la resistenza di 82.750 dollari. Qualche spunto di maggiore interesse arriva invece dall'UsdCad, risalito dopo l'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Canada in seguito ai nuovi dazi del 50% imposti da Trump al Paese nordamericano.
Il cambio è tornato a ridosso di quota 1,3900, livello chiave di medio termine. Al di sopra di tale area, i successivi obiettivi tecnici si collocano a 1,4100 e 1,4200.
PETROLIO
Il prezzo del WTI è sceso sotto gli 82 dollari al barile, prolungando il calo per la quarta sessione consecutiva, soprattutto grazie ai segnali di progresso diplomatico in Medio Oriente.
Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulla ripartizione delle acque dello Stretto di Hormuz e dei relativi introiti. Tuttavia, Teheran ha avvertito che la riapertura di questa cruciale via navigabile richiederà più di un semplice accordo con l'Oman.
Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha dichiarato che martedì circa 10 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz, ribadendo che le mine presenti nel canale sarebbero state bonificate.
I prezzi del petrolio sono rimasti sotto pressione anche perché le nuove sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran si sono rivelate meno severe di quanto temuto dai mercati. Finora, infatti, la Casa Bianca ha evitato di colpire con misure più dure i partner commerciali di Teheran.
Sul fronte geopolitico, il presidente russo Vladimir Putin starebbe pianificando un'escalation del conflitto in Ucraina, mantenendo elevata l'attenzione sui rischi per le forniture energetiche globali.
COREA, LA BOK ALZA I TASSI
La Banca di Corea (BoK) ha aumentato il proprio tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3% nella riunione di agosto 2026, in linea con le aspettative del mercato.
Si tratta del secondo rialzo consecutivo e della prima serie di aumenti consecutivi dall'inizio del 2023.
La decisione riflette i persistenti rischi inflazionistici. La crescita economica si è infatti rivelata superiore alle attese e il boom del settore dei semiconduttori, alimentato dalla domanda globale legata all'intelligenza artificiale, ha fornito un forte sostegno all'economia orientata alle esportazioni.
Il reddito interno lordo del secondo trimestre è aumentato del 15,6% su base annua, registrando la crescita più sostenuta degli ultimi 38 anni e confermando il robusto slancio dell'economia.
Di conseguenza, la BoK ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita per il 2026, portandole al 3,3% dal precedente 2,6%, e prevede una crescita del 2,9% nel 2027.
Nel frattempo, l'inflazione continua a rimanere al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale, con i prezzi al consumo in aumento del 2,8% a luglio e l'inflazione di fondo al 2,6%.
Il recente rafforzamento del won ha inoltre ridotto le pressioni a favore di un rinvio dell'attuale orientamento restrittivo della politica monetaria.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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