WALL STREET TIENE ANCORA
Nella seduta di ieri, martedì 25 agosto 2026, Wall Street ha chiuso in rialzo, trainata dal comparto tecnologico e dei semiconduttori, dal netto calo del prezzo del petrolio e dalla discesa dei rendimenti obbligazionari.
I principali indici statunitensi hanno registrato le seguenti chiusure: Dow Jones +0,30%, Nasdaq Composite +0,66% e S&P 500 +0,32%.
Il mercato ha visto un forte rimbalzo dei produttori di microchip, guidato da Nvidia (+2,15%), insieme a Micron e Sandisk. Gli investitori si sono riposizionati sui titoli legati all'intelligenza artificiale in vista dell'imminente pubblicazione della trimestrale del colosso dell'AI.
Tra gli altri fattori di supporto, il prezzo del greggio, con il Brent tornato sotto i 90 dollari al barile, ha registrato una decisa flessione. A favorire il calo sono state le indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti sarebbero pronti a rimandare i propri diplomatici in Medio Oriente, un segnale interpretato dai mercati come una riduzione del rischio di un conflitto su vasta scala con l'Iran.
Resta inoltre alta l'attenzione per l'imminente simposio annuale della Federal Reserve a Jackson Hole, dove è previsto l'intervento del presidente Kevin Warsh. Dalle sue parole si potrebbero ottenere indicazioni più chiare sull'orientamento della politica monetaria.
VALUTE
Sul mercato valutario, l'euro si è mantenuto stabile contro il dollaro nel range compreso tra 1,1640 e 1,1680. Anche il cable è rimasto all'interno della fascia 1,3610-1,3660.
Poche novità sul fronte dello yen, dove si è registrato un leggero recupero della valuta giapponese, salita fino a 158,80 contro dollaro prima di retrocedere, con il biglietto verde tornato sopra quota 159,00.
Stabili anche le valute oceaniche e il franco svizzero, rimasti all'interno dei trading range delle ultime settimane.
PETROLIO
Mercoledì il Brent è sceso sotto gli 87 dollari al barile, estendendo le perdite per la terza sessione consecutiva dopo le notizie secondo cui Iran e Oman avrebbero discusso la creazione di un "corridoio marittimo congiunto temporaneo" nello Stretto di Hormuz.
I colloqui tecnici tra le due parti proseguiranno con l'obiettivo di valutare una possibile apertura permanente. Le discussioni riguarderanno la futura amministrazione dello stretto, i meccanismi di condivisione delle informazioni, la gestione del traffico marittimo e la fornitura di servizi di sicurezza.
Nel frattempo, il capo dell'esercito pakistano si è recato a Teheran per sostenere gli sforzi diplomatici, mentre il Qatar ha confermato la prosecuzione della propria attività di mediazione.
I prezzi del petrolio sono rimasti sotto pressione questa settimana dopo che le ultime misure adottate da Washington per aumentare la pressione economica sull'Iran si sono rivelate meno aggressive del previsto. Gli Stati Uniti, infatti, hanno evitato di imporre sanzioni secondarie ai partner commerciali di Teheran.
ORO
Nell'ultima seduta, l'oro si è mantenuto intorno ai 4.650 dollari l'oncia, vicino ai massimi degli ultimi tre mesi, in attesa della pubblicazione dell'indice dei prezzi PCE statunitense, la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve.
L'attenzione degli investitori è rivolta anche al discorso del presidente della Fed, Kevin Warsh, previsto per venerdì al simposio annuale di Jackson Hole, anche se non sono attese indicazioni particolarmente precise sulla decisione di politica monetaria di settembre.
I mercati continuano inoltre a valutare con prudenza la decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare le operazioni di riacquisto dei titoli a lunga scadenza per sostenere la liquidità. Una misura che la scorsa settimana ha contribuito a spingere il dollaro sui minimi degli ultimi tre mesi.
Nel frattempo, il petrolio è sceso per la terza sessione consecutiva, attenuando i timori inflazionistici e rafforzando ulteriormente le prospettive rialziste per il metallo giallo.
A sostenere l'oro contribuisce anche la domanda asiatica: le importazioni nette della Cina attraverso Hong Kong sono aumentate di circa l'11% su base mensile nel mese di luglio, sostenute da un maggiore interesse per gli investimenti nel metallo prezioso.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.